Carburante esaurito e carrelli pieni: l’ansia dei supermercati in Calabria

Cartello «Diesel esaurito» affisso sullo schermo di una colonnina self-service di carburante

Basta un foglio bianco. Scritto a pennarello, fissato con lo scotch alla colonnina: «Carburante esaurito». Da giovedì mattina quel foglio compare in diversi distributori della Calabria, e ogni cartello sposta la coda un po’ più in là, davanti all’impianto successivo. È un gesto piccolo, quasi domestico. Eppure dice tutto di questi giorni: il Sud non si ferma di colpo, si ferma a tratti, una pompa alla volta.

Il carrello come riparo

Dentro i supermercati la scena cambia scenografia ma non sostanza. Carrelli carichi di pasta, latte a lunga conservazione, scatolame, acqua. Si compra non perché manchi qualcosa, ma per paura che domani possa mancare. Ed è proprio questa paura, prima ancora dei ritardi veri, a svuotare gli scaffali. La merce, per ora, c’è. A diventare incerto è il domani: le consegne, soprattutto quelle della frutta, della verdura, di tutto ciò che non può aspettare.

Catanzaro, Girifalco: consegne anticipate e reparti in attesa

Il quadro, raccontato dalla stampa regionale, è a macchia di leopardo. In un supermercato del centro storico di Catanzaro le consegne sono state anticipate a giovedì, per mettersi al riparo; ora si aspetta di capire se arriverà altra merce e, soprattutto, se si riuscirà a rifornire il reparto ortofrutta. Una situazione simile viene segnalata a Girifalco. Altrove, invece, nessun problema per il momento: l’ultima consegna è arrivata giovedì, la prossima è attesa per lunedì. Tutto, però, resta appeso all’andamento della protesta.

Perché le pompe sono a secco

Il petrolio non manca. Mancano i camion che lo portano. Il blocco logistico partito dal Tarantino ha tenuto ferme le autocisterne: il 12 ottobre ne risultavano bloccate trentasette. Il giorno dopo Eni segnalava che più di cinquanta dei circa trecento punti vendita serviti da quella rete erano già rimasti senza carburante. A Catanzaro e in provincia le consegne agli impianti Enilive sono saltate per due giorni di fila. A pesare c’è anche il tetto ai prezzi applicato da Eni dalla fine di settembre, che ha concentrato gli automobilisti proprio sui distributori che stavano per restare a secco.

Su questo si innesta il fermo degli autotrasportatori calabresi, proclamato da Fedralog dal 16 al 20 ottobre contro il caro gasolio e i costi d’esercizio diventati insostenibili. In Sicilia i Tir restano fermi nei piazzali e nei porti; in Puglia i blocchi stradali vanno avanti da giorni, e a San Severo si sono già visti scaffali vuoti. È la stessa rabbia che abbiamo raccontato pochi giorni fa, con i trattori allo svincolo di Falerna: chi produce e chi trasporta paga per primo, e ora la fattura arriva sul banco del supermercato.

La frutta, prima vittima del tempo

Una cassa di pomodori che arriva con un giorno di ritardo non è una tragedia. Ma il fresco non conosce scorte: vive di viaggi brevi e puntuali. Per questo gli operatori dell’ortofrutta sono i più esposti, e per questo il reparto frutta e verdura è il primo termometro della crisi. Le associazioni di categoria lo ripetono da giorni: per chi coltiva, un camion fermo significa raccolto che resta nei magazzini, e prezzi che rischiano di salire per chi compra.

Una domanda aperta

Va detto con chiarezza: non è l’Italia intera a restare senza benzina. La crisi è concentrata nel Sud, nelle zone servite dagli stessi depositi, e cambierebbe volto in pochi giorni se le autocisterne tornassero a muoversi. Ma è proprio questo il punto. Una regione che dipende da pochi snodi – un deposito, un’autostrada, un porto – scopre in una settimana quanto sia sottile il filo che la tiene rifornita.

Quanto durerà il fermo? Basteranno le scorte? Le risposte non ci sono ancora, e fingere di averle sarebbe un errore. Per ora restano i cartelli scritti a mano, le code che si spostano, i carrelli riempiti per prudenza. E un Sud che, ancora una volta, aspetta che qualcuno da qualche parte decida di ascoltarlo.

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Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 103 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

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