Calabria Attrattiva: quando un bando diventa uno specchio per i borghi

Immagine editoriale de Il Sarto delle Lumache

Ci sono bandi che passano in silenzio, e bandi che invece parlano. Calabria Attrattiva apparteneva alla seconda categoria: non era solo un avviso pubblico, era un invito ai Comuni a guardarsi dentro, a riconoscere ciò che li rende unici e a trasformarlo in accoglienza, mobilità, identità.

Il Sarto lo racconta adesso — a bando chiuso — perché le domande che quel documento poneva non hanno scadenza. Anzi: restano lì, sospese, a chiedere risposta ogni volta che un’opportunità passa e nessuno alza la mano.

617 mila euro per cucire accoglienza e mobilità

Il Dipartimento Turismo della Regione Calabria aveva approvato l’avviso con una dotazione di 617.000 euro, destinati a progetti che migliorassero i servizi di accoglienza turistica, la mobilità dedicata e sostenibile, la formazione di guide e accompagnatori, e la costruzione di percorsi identitari e itinerari tematici. Il contributo massimo per ogni progetto era di 50.000 euro, con copertura fino al 100% delle spese ammissibili.

L’assessore al Turismo Giovanni Calabrese aveva detto con chiarezza: «Vogliamo essere concretamente al fianco dei Comuni, aiutandoli a migliorare l’accoglienza dei visitatori e a valorizzare ciò che rende unica ogni comunità». Parole che, lette con gli occhi del Sarto, diventano un filo da seguire — anche dopo che il filo è già stato tagliato.

Chi poteva partecipare

Potevano presentare domanda i Comuni singoli, le Unioni di Comuni, le aggregazioni temporanee nate per il progetto. Era un bando che premiava la collaborazione, non la solitudine amministrativa. Un dettaglio non marginale in una regione dove la frammentazione dei territori è spesso l’ostacolo principale a qualsiasi progetto condiviso.

Valorizzare ciò che già esiste

Il turismo non è solo arrivi e partenze. È riconoscere un paesaggio, raccontare una storia, rendere un luogo più semplice da vivere. Calabria Attrattiva puntava proprio a questo: rafforzare ciò che c’è, cucire ciò che manca, dare forma a ciò che può diventare.

Non inventava la Calabria: la metteva a fuoco. Ed era questo, forse, il suo valore più sottile — la stessa sfida che molti borghi si trovano davanti ogni giorno, a prescindere dai bandi.

Un invito che non scade

C’è un dettaglio che non va dimenticato: questo bando non parlava ai cittadini, parlava ai Comuni. Erano loro a dover fare il primo passo, a presentare il progetto, a scegliere di investire sulla propria identità. E allora la domanda resta aperta, anche adesso che la scadenza è passata: quanti Comuni hanno partecipato? Quanti hanno scelto di non farlo?

Ogni territorio è un tessuto. Ogni bando è un ago. Sta ai Comuni decidere se usarlo per rattoppare o per creare. La cucitura che manca tra i borghi della Calabria non la fanno i fondi: la fanno le scelte.

Il Sarto non fa politica. Fa memoria. E ricorda che le opportunità, quando non vengono colte, non tornano.

Leggi anche: Guida al Bando Borghi Calabria — come cambiare vita e ricevere un contributo

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Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 83 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

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