Martirano Lombardo.
Questa storia la conosco in modo diverso dalle altre.
Non l’ho trovata in un archivio. Non l’ho letta su Wikipedia. Me la sono portata dentro per anni, senza sapere che un giorno sarebbe diventata un articolo.
Carmelo Fato era il mio vicino di casa, quando io ero bambino
Il sarto del paese
A Martirano Lombardo, negli anni del dopoguerra, Carmelo Fato era il sarto. Non uno dei sarti — il sarto. Quello a cui si andava quando serviva un abito fatto bene, quando c’era un matrimonio, una prima comunione, una cerimonia da affrontare con dignità.
Era un uomo semplice. Di quelli che non alzano la voce, che lavorano senza fare rumore. Aveva le mani precise e la pazienza lunga. E aveva formato, nel corso degli anni, una piccola schiera di discepoli — ragazzi del paese che aveva preso sotto la sua ala e a cui aveva insegnato il mestiere. Alcuni di loro fanno ancora il sarto oggi. Uno dei suoi discepoli, Angelo Pugliano, è ancora in Attività. Da Martirano Lombardo è arrivato fino a Basilea ,Zurigo, e nelle sfilate di moda di tutto il mondo.
Dal vicolo del paese alle vetrine dell’alta moda internazionale. Il punto di partenza era la bottega di Carmelo.
Il filo che lui ha passato continua a cucire.
La libretta nera

Era un quadernetto nero. Lo aveva tenuto per anni, forse decenni. Dentro c’erano nomi. Accanto a ogni nome, una cifra. Accanto a ogni cifra, una data.
Era il registro di chi non aveva pagato.
Non perché fossero persone disoneste. Ma perché non c’erano i soldi. Nel dopoguerra, a Martirano Lombardo come in tutta la Calabria profonda, si andava dal sarto e si diceva: poi ti pago. E Carmelo scriveva. Annotava. Aspettava.
Me lo raccontava quando tornava d’estate, seduto fuori, con quella leggerezza malinconica di chi ha già fatto i conti con il passato. Rideva, quasi. Diceva che erano passati trent’anni. Che nessuno aveva saldato. Che probabilmente non avrebbero mai saldato — non perché non volessero, ma perché non potevano.
In quella libretta nera c’era scritta, senza saperlo, la storia di un’intera generazione meridionale. La storia di un Sud che voleva pagare i suoi debiti ma non ne aveva i mezzi. Di una dignità che si misurava nel rimandare, non nel dimenticare.
A un certo punto, Carmelo capì. Non c’era rancore. C’era semplicemente la realtà.
E la realtà diceva che bisognava partire.
Pittsburgh, Pennsylvania, 1966
Carmelo e Giovannina Fato emigrarono in America come tanti altri martiranensi di quegli anni — sulla stessa rotta che, mezzo secolo prima, avevano preso Antonio e Teresa Petrone da Sasso di Castalda.

Arrivarono a Pittsburgh, Pennsylvania — una delle città dell’acciaio americano, una di quelle metropoli industriali che avevano inghiottito generazioni di immigrati dal Sud Italia e li avevano trasformati, a poco a poco, in americani.
Nel 1977 Giovannina firmò il suo certificato di naturalizzazione. Diventava cittadina americana. Nella foto del documento, una donna di Martirano Lombardo guarda l’obiettivo con la compostezza di chi ha attraversato un oceano e ha scelto di restare.
Nel 1966 era già nata Luciana. Lucy, per tutti.
Figlia di un sarto calabrese. Cresciuta a Pittsburgh, in una famiglia che portava dentro di sé quel quadernetto nero, quella pazienza, quella precisione nelle cose fatte bene.
La donna che ha tenuto testa a Wall Street
Lucy Fato ha studiato all’Università di Pittsburgh. Si è laureata in economia e poi in legge. Ha cominciato la carriera in uno dei più importanti studi legali di New York, Davis Polk & Wardwell, dove nel 2000 è diventata partner nel dipartimento dei mercati di capitale.
Da lì in poi, la traiettoria è stata verticale.
Marsh & McLennan Companies. McGraw Hill Financial — dove gestisce i marchi di Standard & Poor’s. Nardello & Co. E poi AIG — American International Group — uno dei più grandi gruppi assicurativi del mondo, dove diventa Executive Vice President e General Counsel.
Il Wall Street Journal l’ha definita una “problem solver” capace di risolvere contenziosi ad alto profilo con i governi. Appena arrivata in McGraw Hill Financial, con S&P nel mezzo di cause miliardarie legate alla crisi finanziaria del 2008, in sei mesi ha negoziato accordi favorevoli con il Dipartimento di Giustizia, la SEC e ventidue procuratori generali statali.
Il primo giorno di lavoro, quella mattina, aveva telefonato personalmente agli avvocati del governo.
Figlia di un sarto che aspettava di essere pagato da una libretta nera. Diventata l’avvocata che siedeva dall’altra parte del tavolo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Le estati a Martirano
Lucy è tornata in paese. Più volte.
Da studentessa, alla fine degli anni Settanta, trascorse un’estate intera a Martirano Lombardo. Era una ragazza americana cresciuta in Pennsylvania, che tornava nel paese di suo padre a cercare qualcosa — le radici, la lingua, il sapore di un luogo che le apparteneva senza che lei avesse mai davvero scelto di appartenergli.
Poi tornò da adulta, con la sua famiglia, per trovare la nonna ancora in vita. Un ritorno più consapevole, più carico. Quello di chi sa già chi è e vuole comunque toccare il punto di partenza.
Martirano Lombardo non l’ha dimenticata. E lei non ha dimenticato Martirano Lombardo.
Cosa dice di noi questa storia
C’è un filo che attraversa questo episodio. Un filo sottile come quelli che Carmelo usava nella sua sartoria.
Parte da una libretta nera piena di nomi e di cifre mai saldate. Passa per un piroscafo, per Pittsburgh, per le aule dell’Università di Pennsylvania e poi per i grattacieli di Manhattan. E arriva su un tavolo dove una donna calabrese di seconda generazione negozia con il governo degli Stati Uniti.
Il Sud non produce solo emigranti. Produce persone. Come Saverio Stranges, che da Scopamisi è arrivato a dirigere un dipartimento universitario in Canada — e come Lucy, che da Pittsburgh è arrivata ai vertici di Wall Street.
Lucy Fato non parla spesso delle sue origini calabresi. Ma quelle origini ci sono. Sono nella formazione, nel metodo, in quel modo di affrontare i problemi che il Wall Street Journal chiama “problem solving” e che a Martirano Lombardo si chiamerebbe semplicemente: fare le cose per bene.
Carmelo non è più in vita. La sua libretta è ancora qui — copertina blu consumata agli angoli, la sua firma dentro, la data: 1963. La conserva la famiglia. Un quadernetto che ha attraversato un oceano e non si è perso.
Ma il filo che lui ha passato — a Lucy, ai suoi discepoli, al paese che lo ricorda — quel filo non si è spezzato.

Lucy (Luciana) Fato è nata nel 1966 a Pittsburgh, Pennsylvania, da genitori originari di Martirano Lombardo (CZ), Calabria. È avvocata d’affari tra le più influenti degli Stati Uniti. È stata Executive Vice President e General Counsel di AIG, e ha ricoperto ruoli di vertice in Marsh & McLennan e S&P Global. Suo padre Carmelo Fato fu sarto a Martirano Lombardo per molti anni, formando generazioni di artigiani del paese.
Per approfondire la carriera di Lucy Fato: Wikipedia
La libretta nera di Carmelo è il terzo episodio di 52 Borghi, 52 Storie — un viaggio settimanale nel Sud Italia attraverso i luoghi e le persone che lo custodiscono. Non raccontiamo i borghi. Raccontiamo ciò che i borghi dicono sul Sud di oggi.
📩 Conosci una storia da raccontare? Scrivici a redazione@ilsartodellelumache.it
Clemente Ernesto Aiello
Dalla stessa rubrica
- Il battito lontano di Scopamisi
- Il "go" che viene dalla roccia
- Il nome che non doveva essere dimenticato
- Bruno Garisto Vallelonga la voce che viene dalle Serre
- Il medico che scelse la parte più scomoda
- Il figlio della sarta
- Il medico senza orario
- Il paesologo che non è mai partito
- Caccuri e la responsabilità di raccontarsi
Tutti i borghi raccontati nella rubrica 52 Borghi, 52 Storie

Sono contento che qualcuno ha questa libretta , ci sarebbe molto da scrivere e riflettere leggendola; io dopo l`apprendisaggio sono andato in giro per l`Italia,quando per qualche giorno di riposo sono tornato a Martirano, il Maestro Carmelo , ha detto a tutti che voleva parlarmi, dopo che abbiamo fatto avanti e indietro molti Km , commosso finalmente a preso la libretta ä mi ha detto , Angeli`non pensare che non ti ho voluto mai dare niente, ma nessuno mi pagava per intero, mi ha guardato negli occhi e detto, non dire niente a nessuno e guarda, aprendo ho potuto leggere ; Francesco Severino , Lire mille, pagato, il resto non pagato, non pagato, nomi delle persone con scritte, dato Lire 300.- in acconto, dato Lire 200.- in acconto; poi non pagato, non pagato, poi ha finito dicendomi, non dire niente a nessuno nemmeno a mia moglie; ci sarebbero altre cose non belle da dire ma per rispetto alle persone morte , preferisco mantenere quanto promesso al mio Mastro; pace alla sua anima .
Che belli ricordi. Grazie, Angelo, per condividerli con noi! Com’é piccolo il mondo che molto anni dopo la mancanza di papà, io e te ci siamo trovati vicino abitando in Svizzera. Sarebbe stato un sogno vederti lì con nostro Carmelo! 🙏
Papà e mamma avevono molto coraggio. La storia di Lucy é una del “American Dream” disponibile a tutti – chi vuole studiare, lavorare molto e fare del bene per la comunità intera, non solo se stesso(a). Purtroppo Carmelo é mancato quando poteva veramente godere la vecchiaia con la tranquillità ed il riposo che si meritava. Grazie Clemente, per raccontare la sua storia specie durante questi giorni del 250 Celebrations. La loro storia é la storia dell’America – un paese creato da immigranti ed aperta con “birthright citizenship” per quelli nati qui. 🇺🇸♥️🇺🇸