Il filo che arriva a Vienna: l’Orchestra Paolo Ragone conquista il Musikverein

Orchestra Giovanile Paolo Ragone di Laureana di Borrello in concerto nella Sala d'Oro del Musikverein di Vienna

A Vienna c’è una sala che il mondo intero conosce senza saperne il nome. È la Sala d’Oro del Musikverein, quella dove ogni primo gennaio va in scena il Concerto di Capodanno trasmesso in mondovisione. Pochi giorni fa, su quel palco, è salito un filo che parte dalla Piana di Gioia Tauro e non si è mai spezzato.

Il Platino che non era mai stato cucito

L’Orchestra Giovanile di fiati “Paolo Ragone”, diretta dal maestro Maurizio Managò, rappresentava l’Italia alla XII edizione del World Orchestra Festival, in scena dal 9 al 12 luglio. In gara, formazioni arrivate da Giappone, Canada, Francia, Corea del Sud, Spagna, Stati Uniti, Cina, Polonia, Kosovo, Cile e Belgio. Alla fine, sul leggio dei ragazzi di Laureana di Borrello è arrivato il Premio di Platino: un riconoscimento pensato apposta per loro, cucito su misura da una giuria che non se lo aspettava di dover inventare.

Non è arrivato da solo. Ai giovani musicisti la giuria ha riconosciuto anche la menzione speciale per la migliore direzione d’orchestra. E al maestro Managò, il presidente del festival Toby Purser — a capo del dipartimento di direzione d’orchestra del Royal College of Music di Londra — ha consegnato di persona l’invito a entrare nel comitato artistico del World Orchestra Festival per i prossimi cinque anni.

Settantadue ragazzi, un solo filo

Sul palco del Musikverein erano in settantadue. Cinquantacinque di Laureana di Borrello, gli altri arrivati dai paesi vicini della provincia reggina. Un dettaglio che vale più di ogni cronaca: non è la vittoria isolata di un gruppo, è un pezzo di Piana intera che sale su un palcoscenico che i più grandi musicisti del mondo sognano di calcare almeno una volta.

L’invito era arrivato a fine 2025, da una delle fondazioni più prestigiose al mondo, quella che lavora fianco a fianco con i Wiener Philharmoniker. Prima di accettarli, avevano chiesto un video e il curriculum del gruppo. Poi il sì.

Il mestiere che si passa di mano

Per capire cosa sia successo a Vienna, bisogna tornare indietro di più di un secolo. Nel 1910 un maestro di nome Paolo Ragone vinse un concorso bandito dal Comune di Laureana di Borrello e mise in piedi la banda musicale cittadina. La diresse per decenni. La banda debuttò nel 1912 con strumentisti arrivati da tutto il circondario, resistette fino alla guerra, si sciolse nel 1941, si ricompose nel 1946.

Il nome è rimasto cucito addosso a quella comunità. Nel 2007 un’associazione culturale lo ha ripreso, per dare struttura a un laboratorio che formasse una nuova orchestra di fiati. Dietro l’idea, il maestro Managò: una laurea in Direzione d’Orchestra di Fiati con lode al Conservatorio di Cosenza, e un mestiere imparato sul campo, concerto dopo concerto, in una terra dove la musica ha dovuto spesso farsi largo contro le faide. Lì dove altro non arrivava, l’orchestra è diventata un punto che teneva insieme i ragazzi, a dispetto delle inimicizie tra famiglie.

Non è un mestiere che si insegna in un anno. Si passa di mano, da chi lo sa fare a chi lo sta imparando — esattamente come una banda si tramanda da un maestro all’altro, generazione dopo generazione.

Non era la prima volta

Vienna non è una novità per l’Orchestra Ragone. Già nel 2011 i ragazzi si erano presentati alla Brucknerhaus di Linz, unico gruppo italiano in un concorso austriaco per orchestre giovanili di fiati, tornando a casa con un terzo posto storico su oltre venti formazioni in gara. Quindici anni dopo, lo stesso filo li ha riportati in Austria, questa volta fino al podio più alto mai assegnato in dodici edizioni del festival.

Quello che resta da cucire

Il viaggio viennese ha aperto altre porte: l’Istituto Italiano di Cultura in Austria ha contattato l’orchestra per un possibile concerto e una visita all’ambasciata italiana, con una tappa già fissata a Bratislava. E al rientro in Calabria, la Città metropolitana di Reggio Calabria ha annunciato l’intenzione di ricevere l’intera orchestra a Palazzo Alvaro.

Restano i settantadue ragazzi, i loro strumenti, e un maestro che continua a fare quello che faceva Paolo Ragone più di cent’anni fa: prendere un filo sottile — un paese di poche migliaia di abitanti nella Piana di Gioia Tauro — e portarlo, nota dopo nota, fino alla sala più celebre della musica classica. Certe strade, quando ci si crede davvero, si possono percorrere anche partendo da lontano.

Per seguire il lavoro dell’Orchestra Giovanile “Paolo Ragone”, il punto di riferimento resta l’associazione culturale che porta il suo nome.

 

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Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 83 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

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