Una lettera al Vaticano — il documento che rivela come Martirano Lombardo cercava i suoi dispersi di guerra (1941)

Lettera del Fascio di Combattimento di Martirano Lombardo all'Ufficio Prigionieri del Vaticano, 18 marzo 1941

Martirano Lombardo, marzo 1941. La guerra è entrata nelle case da nove mesi. Gli uomini sono partiti — in Africa, in Grecia, nei Balcani — e il paese aspetta. Le notizie arrivano a singhiozzo, spesso in ritardo, a volte mai. Qualcuno è dichiarato disperso. Qualcuno non scrive più. Le famiglie non sanno se sperare o smettere di sperare.

In quel silenzio, il Segretario del Fascio di Combattimento di Martirano Lombardo — tale Mercurio — prende carta e penna e scrive all’unica istituzione capace di attraversare le linee del conflitto: l’Ufficio Prigionieri della Città del Vaticano.

Un documento semplice nella forma, straordinario nella sostanza

La lettera, protocollata con il numero 152 e datata 18 marzo 1941 — anno XIX dell’Era Fascista — chiede, con cortese sollecitudine, se risultino prigionieri i seguenti militari, elencati uno per uno con reggimento e posta militare di appartenenza.

Quattro nomi. Quattro ragazzi di Martirano Lombardo dispersi nel teatro di guerra nordafricano e libico, le cui famiglie avevano perso i contatti e non sapevano dove cercare. È la testimonianza concreta di come la guerra fosse vissuta a livello locale — non ideologia, non retorica. Solo famiglie che cercavano i loro figli attraverso qualsiasi porta disponibile.

Lettera del Fascio di Combattimento di Martirano Lombardo all'Ufficio Prigionieri del Vaticano, 18 marzo 1941
Il documento del Fascio di Combattimento di Martirano Lombardo, 18 marzo 1941. Archivi del Vaticano. Courtesy Francesco Burgo.

Il Vaticano come intermediario neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale

Quello che rende questo foglio insolito non è solo il contenuto — è il destinatario. Il Vaticano, durante la Seconda Guerra Mondiale, svolse un ruolo silenzioso ma fondamentale come intermediario neutrale per le notizie sui prigionieri di guerra. Attraverso la Pontificia Commissione di Assistenza, raccoglieva segnalazioni, incrociava informazioni, e cercava di far arrivare alle famiglie le notizie che i canali ufficiali non riuscivano a trasmettere.

Che il Fascio locale di un piccolo paese calabrese si rivolgesse al Vaticano attraverso questo canale — in un momento in cui la Chiesa e il regime avevano rapporti complessi ma necessari — è la prova vivente di come i borghi del Sud cercassero soluzioni quando lo Stato taceva. Non era ordine dall’alto. Era disperazione organizzata: donne e madri che, attraverso l’unico rappresentante amministrativo disponibile, provavano a rompere il silenzio.

I quattro nomi che cambiano la storia di Martirano

Il documento porta il timbro della Sezione del PNF di Martirano Lombardo ed è conservato negli archivi del Vaticano. È stato portato alla luce grazie alla ricerca e alla generosità di Francesco Burgo, di Martirano, che ringraziamo pubblicamente per questo contributo prezioso alla memoria storica del nostro paese. La sua disponibilità — e quella di chi, come lui, custodisce e condivide documenti che altrimenti resterebbero nell’ombra — è esattamente il tipo di gesto che permette alla storia locale di rimanere viva.

Tra i quattro militari citati nella lettera compare il nome di Sergente Maggiore Aiello Giuseppe di Giovanni — 115° Reggimento Fanteria, 3ª Compagnia, Posta Militare 262 C. Era stato catturato dagli inglesi il 15 dicembre 1940 nei pressi di Bardia, in Libia. Tre mesi dopo, il paese lo stava cercando attraverso il Vaticano.

Non è l’unico nome. Nella stessa lettera compaiono:

  • Alassio Sebastiano, artigliere del 12° Reggimento Artiglieria Savona
  • Burgo Francesco fu Bruno, geniere della 3ª Compagnia del Battaglione Genio Divisione Cirene
  • Burgo Carmine, soldato del 70° Reggimento Fanteria

Quattro storie, quattro famiglie, quattro silenzi che il Segretario del Fascio cercava di rompere attraverso l’unico canale rimasto aperto.

Sepolti Lontano: il libro che racconta il destino di questi uomini

Questo documento entra a pieno titolo in Sepolti Lontano. Una famiglia, un paese, due guerre, l’opera che uscirà in autunno 2026.

Il libro racconta storie inedite di famiglie di Martirano Lombardo travolte dal Novecento. Storie ricostruite su documenti originali — alcuni conservati negli archivi militari, altri ritrovati in cassetti di famiglia, altri ancora portati alla luce grazie a persone come Francesco Burgo. È la storia che mio padre ha scritto a mano dal campo di prigionia del Cairo. È la storia di Pasquale Scalese di San Nicola. È la notte del cargo Oria nel Mar Egeo. È Francesco Giosuè Roperti, nato a Martirano Lombardo nel 1917. E ci sono altre storie che i lettori di questo paese non si aspettano — storie che sono rimaste nei cassetti per decenni, e che forse nemmeno chi le porta nel sangue conosce per intero.

Il libro è attualmente al vaglio di importanti realtà editoriali italiane. La data di uscita — che annunceremo a tempo debito — non è casuale. Appartiene alla storia che racconta.

Sepolti Lontano Una famiglia un paese due guerre Clemente Ernesto Aiello copertina
Sepolti Lontano — Una famiglia, un paese, due guerre, di Clemente Ernesto Aiello. In uscita autunno 2026.

Se hai documenti, lettere, fotografie: fatti avanti

Nel frattempo, se qualcuno di Martirano Lombardo o della diaspora martiranese ha in casa documenti, lettere, fotografie o memorie legate al periodo delle due guerre — qualsiasi cosa che possa contribuire a ricostruire quella storia — è invitato a farsi avanti. Come ha fatto Francesco Burgo. Ogni foglio conta. Ogni nome conta.

Contatta la redazione di Il Sarto delle Lumache con i tuoi documenti. Oppure scrivi direttamente alla redazione. Ogni testimonianza è una parte della memoria collettiva che altrimenti andrebbe persa.

Domande frequenti: la ricerca dei dispersi e il ruolo del Vaticano

Quale ruolo ebbe il Vaticano durante la Seconda Guerra Mondiale nel rintracciare i prigionieri di guerra?

Il Vaticano mantenne la neutralità durante la Seconda Guerra Mondiale e utilizzò questa posizione per agire come intermediario nei confronti dei prigionieri di guerra. Attraverso la Pontificia Commissione di Assistenza, raccoglieva segnalazioni dalle famiglie e incrociava informazioni attraverso canali diplomatici neutrali, cercando di far arrivare notizie che i canali ufficiali non potevano trasmettere.

Come cercavano i dispersi i borghi del Sud durante la guerra?

I borghi calabresi utilizzavano ogni canale disponibile per rintracciare i loro uomini dispersi. Nel caso di Martirano Lombardo, il Fascio locale si rivolse al Vaticano perché era l’unica istituzione capace di attraversare le linee del conflitto e accedere a elenchi di prigionieri che i governi in guerra non comunicavano alle famiglie.

Che cosa è la Pontificia Commissione di Assistenza?

Era l’organismo vaticano incaricato di fornire assistenza umanitaria durante i conflitti. Raccoglieva informazioni sui prigionieri di guerra, curava corrispondenza tra soldati e famiglie, e cercava di mediare questioni umanitarie quando i canali ufficiali erano bloccati.

Dove sono conservati gli archivi dei documenti sulla ricerca dei dispersi di Martirano Lombardo?

I documenti come la lettera al Vaticano del marzo 1941 sono conservati negli archivi del Vaticano. Molti altri documenti privati rimangono in cassetti di famiglia nel paese.

Qual è il legame tra questa lettera e il libro Sepolti Lontano?

La lettera del 1941 è uno dei documenti originali che il libro ricostruisce come parte della storia di famiglie di Martirano Lombardo attraversate dal Novecento. È una testimonianza concreta di come la guerra fosse vissuta a livello locale e del modo in cui i borghi cercassero di mantenere il legame con i loro dispersi.

Se ho documenti storici di quel periodo, dove posso contattare la redazione?

Puoi contattare Il Sarto delle Lumache attraverso la pagina Contatti. Ogni testimonianza, documento o fotografia relativa alle due guerre è preziosa per la memoria collettiva.

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Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 83 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

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