Il medico che scelse la parte più scomoda

Silhouette di un uomo vicino a una vetrata di chiesa, luce calma

Padre Giacobbe Elia, Zagarise, provincia di Catanzaro. C’è chi parte per curare i corpi, e finisce per curare le anime.

C’era una volta un bambino che non doveva vivere.

Silhouette di un uomo vicino a una vetrata di chiesa, luce calma

A Zagarise, un paese del presilano catanzarese, un piccolo stava male — una diagnosi che sembrava non lasciare margini. La famiglia fece l’unica cosa che sapeva fare: chiese preghiere. Le chiese a Padre Pio. Il bambino guarì. Il telegramma di risposta, conservato ancora oggi, diceva soltanto: «Padre Pio prega e benedice».

Quel bambino si chiamava Giacobbe Elia. E la sua vita, da lì in avanti, sarebbe stata un lungo modo di rispondere a quella guarigione.

Noi i borghi non li raccontiamo per le cartoline. Li raccontiamo per quello che dicono sul Sud di oggi. E questo, di borgo, dice una cosa che rovescia l’immagine consueta: che si può nascere per fare il medico, e finire per scegliere il ministero più solitario della Chiesa.

Il medico che sceglie la teologia

Giacobbe Elia si laurea in Medicina. È la strada più naturale per un ragazzo guarito da bambino da un male che sembrava non lasciare scampo: capire il corpo, curarlo, restituire agli altri quello che lui stesso aveva ricevuto.

Ma durante gli studi qualcosa cambia rotta. Non raccontiamo la scena — nessuna fonte la descrive, e il Sarto non inventa ciò che non può verificare. Raccontiamo il fatto, che è già abbastanza: il medico sceglie di diventare anche teologo. Si specializza in teologia dogmatica.

L’incontro con il maestro

A Roma, alla Scala Santa, incontra Padre Candido Amantini — biblista severo, passionista di vecchio stampo, legato a Padre Pio da un’amicizia che i due non nascondevano: quando Amantini andava a trovarlo a San Giovanni Rotondo, racconta lo stesso Elia, Padre Pio non voleva più lasciarlo ripartire, finché lui non gli ricordava che l’obbedienza lo richiamava a insegnare.

Elia ne diventa allievo. E gli resta accanto più da vicino di quanto un allievo faccia di solito: da studente, cambia stanza su richiesta del superiore, per stare vicino ad Amantini anche di notte, nei momenti in cui la salute lo tradiva.

È in quegli stessi anni che matura un dettaglio che lui stesso, interpellato, ha confermato senza ambiguità: nell’86, un anno prima della sua ordinazione, il cardinale Poletti affida l’esorcistato a un altro sacerdote, all’epoca privo di esperienza pratica sul campo. Padre Candido, riservato e già malato, non è nelle condizioni di seguirlo da vicino. È Elia — ancora studente, ma già il più presente accanto al maestro — a fargli da riferimento in quella fase. Lui stesso lo racconta così, senza enfasi: gli fu semplicemente chiesto di stare vicino a chi non sapeva ancora come muoversi.

Il 17 gennaio 1987 Elia viene ordinato sacerdote dal vescovo Marra, calabrese come lui. Riceve il mandato di esorcista dalla Diocesi di Roma nello stesso periodo.

La parte più scomoda

Il mandato che riceve non ha niente del cinema. È un ministero solitario, gravoso, fatto più di ascolto e discernimento che di scene madri.

Ed è qui che il fatto di essere medico, prima ancora che sacerdote, pesa davvero. Elia distingue con nettezza la psicosi dalla possessione — il 95% di chi arriva da lui è mandato da un medico o da uno psichiatra, non dal passaparola della superstizione. L’esorcismo, nella sua impostazione, è il contrario della magia: è un ministero dentro la dottrina, esercitato da un uomo che fa discernimento clinico prima ancora che spirituale. Rigore, non folklore.

In questa rubrica abbiamo già incontrato diversi modi di stare al mondo, partendo dal Sud.

C’è chi parte e non torna: la famiglia di Sasso di Castalda che diede al mondo Rocco Petrone, l’uomo che disse “go” all’Apollo 11. C’è chi parte, impara, e torna apposta: Bruno Garisto, rientrato dalla Svizzera a Vallelonga per ridare voce agli strumenti muti. C’è chi il filo lo passa di mano: Carmelo Fato, il sarto di Martirano Lombardo, che formò una schiera di discepoli e mandò il suo mestiere fino alle sfilate del mondo. E c’è chi è rimasto sulla propria terra fino a morirne, come Giuditta Levato, la contadina di Calabricata.

Giacobbe Elia è un altro modo ancora. Lui, quel filo, lo ricevette — e prima ancora di riceverlo, aveva già imparato a starci accanto senza averlo.

Cosa dice di noi questa storia

La domanda che questa rubrica si porta sempre dietro è una sola: cosa dice il borgo del Sud di oggi?

Zagarise dice questo: che il Sud produce anche figure così — un uomo che poteva fare il medico e basta, e ha scelto la vocazione più impopolare e faticosa che la Chiesa offre. Si richiude così il cerchio del bambino guarito: chi fu salvato da una preghiera ha fatto della cura — dei corpi prima, delle anime poi — il lavoro di una vita intera.

Padre Giacobbe Elia è nato a Zagarise (CZ), sul presilano catanzarese. Laureato in Medicina, si è poi specializzato in teologia dogmatica ed è stato ordinato sacerdote il 17 gennaio 1987 dal vescovo Marra. Allievo di Padre Candido Amantini alla Scala Santa, ha ricevuto il mandato di esorcista dalla Diocesi di Roma. È superiore della Fraternità Missionaria Mariana e autore di numerose pubblicazioni, tra cui "L'urlo muto" e "Ossessioni e possessioni".

Il medico che scelse la parte più scomoda è il sesto episodio di 52 Borghi, 52 Storie — un viaggio settimanale nel Sud Italia attraverso i luoghi e le persone che lo custodiscono. Non raccontiamo i borghi. Raccontiamo ciò che i borghi dicono sul Sud di oggi.

📩 Conosci una storia da raccontare? Scrivici a redazione@ilsartodellelumache.it

Clemente Ernesto Aiello per Il Sarto delle Lumache 🐌

“Non perdere il filo di questa storia. Resta aggiornato gratuitamente  Iscriviti al Canale WhatsApp del Sarto delle Lumache 🐌 → 

Dalla stessa rubrica

Tutti i borghi raccontati nella rubrica 52 Borghi, 52 Storie

Avatar photo
Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 84 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*