La misura del dono: la premiazione della Borsa di Studio Tommaso Silvio Pucci

Immagine della premiazione della Borsa di Studio Tommaso Silvio Pucci

Guardatela bene, la fotografia.

Un uomo in piedi su un’impalcatura. Un pennello. E un muro che, riga dopo riga, diventa un paese. Le case addossate. Le scale che salgono. La gente che le percorre, dipinta accanto a chi la sta dipingendo.

Non è una cartolina: il Sud che dipingeva Pucci

Lo diciamo perché è la prima cosa che ci interessa. Tommaso Silvio Pucci non dipingeva cartoline. Dipingeva le scale vere, le case storte vere, la gente vera che quelle scale le sale ogni giorno. Il Sud com’è, non come lo vendono. E non come lo compiangono: nei suoi muri non c’è la vittima, non c’è il lamento. C’è un posto, e qualcuno che lo guarda con rispetto.

È da qui che partiamo sempre, noi. Dal Sud contemporaneo, non da quello in posa.

Pucci era di Martirano. Pittore, scrittore, figlio di questa terra. Se n’è andato nel 2010. Ma le mani che vedete nella fotografia hanno continuato a lavorare per noi: ci hanno lasciato un modo di stare dentro un luogo senza vergognarsene e senza addobbarlo.

La premiazione della prima Borsa di Studio Tommaso Silvio Pucci

È nel suo nome che è nata, quest’anno, la prima Borsa di Studio “Tommaso Silvio Pucci”. La prova si è svolta nei giorni scorsi a San Mango d’Aquino: un elaborato sul tema dell’appartenenza al luogo di origine. Quattro i vincitori. Cinquecento euro ciascuno . E lunedì 29 giugno, alle cinque del pomeriggio, nell’aula della Scuola dell’Infanzia di Martirano, si tiene la cerimonia di premiazione e di ricordo dell’artista. La promuovono l’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” e l’Associazione Tommaso Silvio Pucci ODV.

Appartenenza al luogo di origine: una scelta contro corrente

Ci fermiamo sul tema affidato ai ragazzi, perché non è un tema leggero.

Appartenere a un luogo, oggi, al Sud, non è un fatto scontato. È una scelta che si fa contro corrente. I nostri paesi si svuotano. Le scale che Pucci dipingeva sui muri, nella realtà, le salgono ogni anno meno persone. Chiedere a un ragazzo di scrivere sull’appartenenza al proprio paese, in questo tempo, significa chiedergli una cosa seria: di guardare in faccia un luogo che molti gli diranno di lasciare, e di cercarci dentro una ragione per restare, o almeno per non rinnegarlo.

Questa, per noi, è narrazione come atto di cittadinanza. Non nostalgia. Misura.

Il sarto, prima di tagliare, prende le misure. Appoggia il metro sul corpo, segna, calcola. Senza quella misura non c’è abito che tenga: ci sarebbe solo stoffa sprecata. Una comunità funziona allo stesso modo. Si tiene insieme perché qualcuno, ogni tanto, prende la sua misura. La racconta. La cuce lentamente, punto dopo punto, finché il filo di chi resta e quello di chi è partito diventano un tessuto solo.

Pucci la sua misura l’ha presa con il pennello. Questi ragazzi la prendono con la penna. È lo stesso gesto, fatto con strumenti diversi. E noi lo raccontiamo con il nostro: la lentezza, che non è inerzia, ma il tempo necessario per far emergere la verità di una terra.

Dove le mani si incontrano

C’è una frase che l’Associazione si è scelta come motto: dove le mani si incontrano, nasce la misura del dono. Lunedì pomeriggio succederà esattamente questo. Le mani di una scuola e quelle di una famiglia si incontrano attorno alla memoria di un artista. E da quell’incontro nasce un dono — una borsa di studio — che non è denaro, o non è solo denaro. È un modo per dire ai più piccoli: questo posto vale la fatica di raccontarlo bene.

Non aggiungiamo retorica al ricordo. Pucci non ne avrebbe voluta. Diciamo solo che un uomo ha passato la vita a dipingere il suo paese sui muri perché restasse, e che oggi il suo paese gli restituisce il gesto, insegnando ai bambini a fare lo stesso con le parole.

Tornate alla fotografia, adesso.

L’uomo è ancora lassù, sull’impalcatura. Il muro è ancora lì. La gente dipinta sale ancora quelle scale. Niente di tutto questo si arrotola, niente si porta via. Resta dove l’hanno messo.

Come il vero Sud, quando qualcuno ha la pazienza di raccontarlo per quello che è. Come l’appartenenza, quando è presa con la giusta misura.

La cerimonia di premiazione della prima Borsa di Studio “Tommaso Silvio Pucci” si tiene lunedì 29 giugno 2026, alle ore 17.00, nell’aula della Scuola dell’Infanzia di Martirano. È promossa dall’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Martirano e dall’Associazione Tommaso Silvio Pucci ODV.

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Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 83 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

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