Il filo doppio: il percorso di Emmanuel Pio Pastore, lo studente Unical che sta ridisegnando la lotta a sepsi e glioblastoma

Emmanuel Pio Pastore, studente di Biologia all'Unical

Ci sono storie che si raccontano in un punto solo, e altri che ne chiedono due, cuciti insieme. Questa è la seconda specie. Perché il filo che lega Cosenza a Ginevra, e Ginevra a Tlemcen, non è uno soltanto: sono due ricerche diverse, due malattie diverse, un’unica mano che le ha firmate entrambe. Quella di Emmanuel Pio Pastore, 22 anni, di Castrovillari, ancora studente — non laureato, non ricercatore di ruolo, non a capo di alcun laboratorio — di Biologia all’Università della Calabria.

In meno di un anno, Pastore ha firmato da solo un modello che anticipa la sepsi severa con 24 ore di vantaggio, e poi, da primo autore, uno studio sul glioblastoma pubblicato su una delle riviste più autorevoli della medicina computazionale al mondo. Due lavori diversi, due target diversi, un solo filo conduttore: usare l’intelligenza artificiale non per sostituire il medico, ma per dargli il tempo che oggi gli manca.

Il primo filo: la sepsi che non aspetta

Tutto comincia nel novembre 2025, ancora dentro un’aula di triennale. La sepsi è tra le prime cause di morte negli ospedali di tutto il mondo, e la sua caratteristica più pericolosa è l’imprevedibilità: un paziente stabile può precipitare in poche ore, e ogni minuto perso pesa. Pastore costruisce, da solo, senza équipe alle spalle, un modello capace di stimare il rischio di sepsi severa partendo da un pannello ridotto di appena 6-7 geni.

“Basta un prelievo di sangue all’arrivo in pronto soccorso”, spiega. “Analizziamo i trascritti di un pannello ridotto di geni. Il modello elabora i dati e stima, in poche ore, la probabilità che il paziente sviluppi una forma grave di sepsi nelle successive 24 ore”. I modelli precedenti richiedevano l’analisi di decine, a volte centinaia di geni: tempi incompatibili con l’urgenza clinica. Il suo arriva oltre il 75% di accuratezza, con 24 ore di anticipo sull’aggravamento. “Possiamo determinare subito chi va trasferito d’urgenza in terapia intensiva e chi può essere monitorato con minore priorità”.

Il lavoro, portato avanti da solo, gli vale l’invito al Bioimeic2025, congresso mondiale di bioingegneria organizzato dall’Université de Tlemcen, in Algeria, dove viene presentato accanto a quelli di ricercatori affermati come Habib Zaidi, fisico medico dell’Università di Ginevra e tra i più citati al mondo nel suo campo. Pastore non ama la retorica del prodigio: “Sono grato all’Université de Tlemcen per l’opportunità e ai professori Peppino Sapia e Francesco De Rango dell’Unical, che mi seguono e mi sostengono. Ringrazio anche il rettore e il Dipartimento Dibest per il supporto istituzionale”.

Il secondo filo: le cellule che il glioblastoma nasconde

Passano pochi mesi, e il filo si riannoda su un tumore diverso, tra i più aggressivi che esistano: il glioblastoma. Emmanuel Pio Pastore, insieme al professore di Genetica Francesco De Rango, nel Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Unical, Pastore firma da primo autore uno studio pubblicato su Computers in Biology and Medicine, una delle riviste internazionali più autorevoli della medicina computazionale.

Il lavoro individua una popolazione rara di cellule tumorali, circa il 5-6% della massa, che sfugge alle terapie e fa tornare la malattia. “Alcune cellule sembrano soccombere alle cure, ma in realtà sopravvivono in silenzio”, spiega Pastore. Con un modello di intelligenza artificiale costruito su 40 geni, il team riesce ad assegnare a ogni cellula la probabilità di appartenere al gruppo più resistente — un modo per aiutare i medici a colpire meglio, in futuro, proprio quelle cellule. De Rango, relatore della tesi e coautore dello studio, non nasconde l’orgoglio: pubblicare da primo autore su una rivista di quel livello, prima ancora della laurea, “è un traguardo raro”.

“L’IA non è un fine, ma uno strumento”

Su un punto, in entrambi i lavori, Emmanuel Pio Pastore non lascia margini di ambiguità: l’algoritmo non decide al posto di nessuno. “L’IA non è un fine, ma uno strumento. Un algoritmo può stimare un rischio, ma la decisione resta sempre nelle mani del clinico”. È lo stesso principio che tiene insieme i due fili di questa storia: la sepsi e il glioblastoma sono malattie diverse, ma il compito che Pastore assegna alla tecnologia è identico — guadagnare tempo, non sostituire il giudizio medico.

Emmanuel Pio Pastore: restare, non partire

Oggi Pastore è in tirocinio alla Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, dove l’intelligenza artificiale applicata alla medicina resta il filo conduttore del suo percorso. Ma la sfida che gli sta più a cuore non è la prossima pubblicazione: è continuare a fare ricerca qui, in Calabria. “Mi piacerebbe far crescere un laboratorio dedicato alla bioingegneria e alla bioinformatica nel nostro ateneo”, confessa. “Oggi manca ancora una struttura di questo tipo, eppure le potenzialità ci sono”.

È il nodo che stringe tanti giovani ricercatori del Sud che non ha fretta: il talento c’è, l’ambizione pure, mancano le infrastrutture per trattenerli. Torniamo al punto da cui siamo partiti — i due fili, la stessa mano. Emmanuel Pio Pastore non ha ancora la laurea in tasca, eppure ha dimostrato, due volte in meno di un anno, che le cose più decisive non nascono per forza nei laboratori milionari del Nord. Nascono anche in un’aula di Arcavacata, da chi decide di non aspettare il pezzo di carta per mettersi al lavoro.

approfondimento su : Gazzetta del Sud e Corriere della Calabria.

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Clemente Ernesto Aiello

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Informazioni su Clemente Ernesto Aiello 84 Articoli
Clemente Ernesto Aiello è il direttore de Il Sarto delle Lumache. Cantautore, scrittore e ricercatore storico, nato nel 1959 a Martirano Lombardo, dove vive e lavora. Autore di oltre quattordici opere, tra cui 'La Nascita di Martirano Lombardo' e 'Born Twice: The Story of Martirano Lombardo'. Studioso del territorio calabrese da oltre trent'anni.

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